La settimana scorsa si è verificato l’ennesimo, tragico evento nelle carceri del nostro Paese: un ragazzo di 24 anni è deceduto all’interno del carcere di La Spezia.
La situazione delle carceri italiane è drammatica, soprattutto a causa del sovraffollamento che in alcuni Istituti supera il 150%.
Nel 2020 il nostro Paese ha registrato il più alto tasso di suicidi d’Europa, più di uno a settimana.
E la metà di queste persone erano ancora in attesa di giudizio.
Non possiamo abituarci e rassegnarci a questa situazione.
Servono nuovi interventi strutturali, che rendano la condizione delle carceri italiane più vivibile per chi è ristretto o lavora all’interno degli istituti.
È indispensabile, però, utilizzare alcuni degli strumenti previsti, come il Garante dei diritti delle persone detenute.
In Liguria, in cui gli Istituti sono sovraffollati e si registrano con frequenza episodi di violenza e autolesionismo, la Regione non ha ancora istituito questa figura.
Chiediamo, ancora una volta, che la Regione si attivi con urgenza per nominare il Garante.
Perché la tutela delle fasce deboli, di tutte le fasce deboli, deve essere una priorità.