genova, 7 ottobre 2020

L’Ospedale San Martino ha chiuso 5 posti letto di Rianimazione perché mancano gli infermieri. A causa di questa decisione sono continue le segnalazioni di interventi chirurgici non covid rinviati, perché richiedono la disponibilità della Rianimazione. Ma non è tutto: ci sono anche grosse difficoltà a fare analisi di monitoraggio oncologico o attese di parecchi mesi per poter effettuare un esame su prenotazione. Oltre all’emergenza covid, si tenta di nascondere anche l’emergenza non-covid.

È incredibile che si perdano 5 posti letto in Rianimazione al San Martino per carenza di personale.

È da maggio che tutti sanno che in autunno ci sarebbe stata una recrudescenza dell’emergenza covid-19. Come è possibile che San Martino e Alisa non abbiano preso provvedimenti per tempo, in modo da consentire l’utilizzo di tutti i posti letto disponibili per la Rianimazione? Oggi al San Martino, il principale ospedale della Liguria, è diventato difficile fare una colonscopia, un monitoraggio oncologico o un qualsiasi altro intervento di chirurgia complessa di alta elezione.

Pensavamo che il Presidente Toti avesse predisposto, prima delle elezioni, tutte le misure sanitarie necessarie. Ma queste notizie ci dimostrano che così non è stato.

Chiediamo a Toti di intervenire immediatamente per garantire i livelli essenziali di assistenza. E, nel caso, siamo disponibili ad aiutarlo a predisporre un bando per assumere nuovi infermieri.

Non c’è scritto da nessuna parte che l’emergenza covid preveda la sospensione dei livelli di assistenza. Questa situazione drammatica è figlia di una grave inefficienza organizzativa, che purtroppo non è nuova per la direzione di Alisa e del San Martino.

In caso aumenti il numero dei pazienti covid che necessitano della Rianimazione cosa ha intenzione di fare il San Martino, che oggi ha 5 posti letto chiusi? Li riapre? Trasferisce i pazienti in un altro ospedale?

Pippo Rossetti, consigliere regionale del PD ligure.