Genova, 15 giugno 2020

Oltre a essere partita in ritardo e in modo farraginoso per colpa della disorganizzazione della Regione, l’attività dei centri estivi liguri rischia di scontrarsi con un grave problema irrisolto: quello sanitario. Secondo le regole dell’Ente, infatti, nel caso un bambino, un operatore o anche un accompagnatore manifestassero una temperatura superiore o uguale ai 37,5 gradi scatterebbe l’obbligo di sospendere l’attività dell’intero gruppo a cui appartiene il bambino in questione. Inoltre tutti i bimbi del gruppo entrerebbero in quarantena, in attesa della certificazione di non positività al Covid-19 del bambino da parte di un pediatra. Se poi si trattasse davvero di Coronavirus tutto il gruppo dovrebbe mettersi in condizione di certificare il proprio stato di salute.

Naturalmente i pediatri hanno già chiarito che non potranno certificare la negatività di un bimbo o di un accompagnatore in assenza di un tampone e visto che oggi ci vogliono mediamente nove giorni per avere i risultati, si rischia, per una banale febbre, di fermare l’attività di un intero gruppo per parecchio tempo. Sappiamo che al Gaslini c’è la possibilità di avere i risultati in circa 24 o 48 ore – una tempistica idonea – ma la Regione e Alisa devono chiarire al più presto quale sia la procedura da seguire e quali i tempi di attesa. Altrimenti le attività dei centri estivi, che già si svolgono tra enormi difficoltà, saranno ancora più precarie o peggio rischieranno di bloccarsi ancora prima di partire. Giovedì chiederemo urgentemente la convocazione di una commissione sanità per fare chiarezza su questi aspetti, alla presenza dell’assessore Viale.

Gruppo PD in Regione Liguria.

Il PD Liguria dice no al fascismo e no all’intolleranza e aderisce alla manifestazione di sabato 9 dicembre a Como.
Saremo in tanti per difendere i valori della nostra democrazia, perché di fronte a razzismo e xenofobia non bisogna mai abbassare la guardia.