Genova, 10 giugno 2020

La revoca del Consiglio regionale di questa mattina, a opera del presidente Piana, è un fatto gratuito, unilaterale e immotivato. Piana, che era fermo in coda in autostrada come molti consiglieri regionali in arrivo da ponente, ha deciso di annullare la seduta per conto suo, senza prima confrontarsi con i capigruppo, come prevede la prassi del Consiglio. Non è necessario che i capigruppo siano d’accordo con la proposta del presidente che, motivando la sua scelta, può comunque revocare la seduta. Ma la consuetudine e il buon gusto prevedono che prima ci sia una consultazione dei rappresentanti delle altre forze politiche. Cosa che non è avvenuta. Se Piana ci avesse interpellato gli avremmo detto di non sconvocare il Consiglio. Molti consiglieri regionali che erano rimasti in coda insieme a Piana sono comunque riusciti ad arrivare in Regione alle 11,30 e visto che il Consiglio era convocato fino alle 15 senza interruzioni, ci sarebbe stato tutto il tempo per svolgere i lavori dell’aula, almeno per tre ore, salvando una parte della seduta. Già la scorsa settimana l’assenza dell’assessore Viale – a cui erano rivolte 44 interrogazioni: i 2 terzi del totale – aveva svuotato l’attività della seduta di Consiglio. Stiamo parlando di interrogazioni presentate da mesi e che non hanno mai avuto risposta, nonostante l’impegno della Giunta a fornirla entro 10 giorni dalla presentazione. Questa volta a bloccare i lavori è stata la coda in autostrada. Insomma ogni motivo è buono per evitare il confronto.

Gruppo PD in Regione Liguria.