Genova, 5 giugno 2020

In Liguria delle 3 T suggerite dall’Oms – testare, tracciare e trattare – almeno due (testare e tracciare) finiscono nel dimenticatoio. Sui tamponi siamo alla Caporetto: se ne dovevano eseguire 3 mila al giorno (grazie anche alla macchina acquistata dal San Martino) e invece siamo mediamente sotto i 2000, con punte negative al di sotto dei 1000, come è successo ieri. Anzi, Toti – forse per mascherare la propria incapacità nel raggiungere l’obiettivo annunciato solo poche settimane fa – adesso sostiene che i tamponi non servano nulla e arriva persino a dire che “sarebbe indebito usare soldi pubblici per fare tamponi inutili”. Ma come? Tutte le Regioni estendono il numero di test e tamponi, come chiede anche l’Oms, e la Liguria li riduce e li dichiara addirittura una spesa improduttiva?

Per quanto riguarda i test per i lavoratori delle attività produttive, sindacati e categorie economiche oggi consultati in Commissione attività produttive, dicono che il sistema non funziona. Non è stato concordato un cammino comune, l’informazione è stata inesistente e non esiste un procedura codificata, quindi, visti i tempi lunghi per avere i risultati, le imprese temono di non poter contare sui lavoratori per troppo tempo. Morale: la richiesta è bassissima e quasi nessuno ne beneficia.

Infine c’è il caso degli Psal, le unità per la Prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro, che dipendono direttamente dalle Asl e che devono controllare che vengano rispettati i protocolli e le misure di sicurezza sui posti di lavoro. I controlli richiesti sono aumentati, ma gli organici sono rimasti gli stessi del periodo pre-Covid, anche se già allora erano profondamente inadeguati. Un controsenso, visto che il Governo ha stanziato risorse precise per aumentare le assunzioni nel comparto sanitario. È necessario che la Regione programmi un sensibile incremento degli organici.

Gruppo PD in Regione Liguria.