Genova, 2 giugno 2020

La Giunta regionale renda pubblico il piano di apertura del Cup. Ancora oggi non si sa se le visite e gli appuntamenti potranno riprendere il 15 o il 22 giugno (il PD aveva chiesto di partire già il 4). Gli operatori e i cittadini vivono tuttora nell’incertezza. A 28 gironi dal 4 di maggio e cioè dalla fine del lockdown non si sa ancora quando riaprirà il Cup. È uno uno scandalo. Come pensa di recuperare, la Giunta ligure, chi a febbraio a oggi avrebbe voluto fare un esame o una visita? Parliamo di oltre tre mesi di interventi accumulati. Toti però non chiarisce nulla e annuncia, come al solito, una serie di date, senza fornire alcuna spiegazione. Serve un piano serio e articolato per smaltire, soprattutto all’inizio, la mole di lavoro degli ambulatori. Servono doppie agende pubblico-privato, aperture nei fine settimana e in orario serale e sono necessarie nuove assunzioni. È paradossale che Toti abbia pensato a riaprire tutto tranne il Cup, lasciando chiusa l’attività sanitaria extra Covid per 4 mesi. Alle lunghe liste d’attesa del Cup si aggiungono anche quelle per entrare nelle rsa e la mancanza, ancora oggi, di un adeguato trasporto per disabili. I centri diurni per anziani e disabili sono sempre chiusi. Da marzo. Toti lo sa?

Un’altra questione su cui chiediamo chiarezza alla Giunta regionale è il numero dei tamponi effettuato in Liguria. Toti e Viale dicano quanti sono i tamponi che riguardano le analisi diagnostiche e quanti quelli effettuati ai malati, certificati guariti. Una precisazione fondamentale e di interesse collettivo, per capire la reale incidenza del Covid-19 sul nostro territorio e per monitorare quotidianamente l’andamento del virus. Alla Giunta chiediamo trasparenza. Si comunichi questo dato disaggregato nel corso delle conferenze stampa quotidiane.

Gruppo PD in Regione Liguria.