Genova, 4 maggio 2020

Oggi è partita ufficialmente la Fase 2, ma la Liguria, come abbiamo denunciato nelle scorse settimane, è arrivata impreparata e in forte difficoltà a questo appuntamento. Siamo la Regione del Nord che fa meno tamponi. Gli ultimi dati del Ministero della Sanità (aggiornati alle 17 di ieri) ci dicono che la Liguria ha effettuato finora solo 54492 tamponi su 34613 persone, a fronte di una popolazione di 1 milione e 600 mila abitanti. La Toscana ne ha fatti 150 mila, il triplo di noi pur avendo poco più del doppio della nostra popolazione. In Emilia Romagna i tamponi, al momento sono 197 mila: 4 volte la Liguria con meno del triplo degli abitanti. D’altra parte la Giunta Toti ha iniziato molto tardi a effettuare test e tamponi e anche l’obiettivo di farne almeno 2000 al giorno non sempre viene rispettato (ieri, per esempio, i tamponi sono stati appena 1290). Con questi numeri è difficile capire se chi oggi torna al lavoro sia positivo o negativo. E il rischio è quello di aumentare ancora la curva dei contagi, che già vede la Liguria fra le regioni con il maggior numero di contagiati per abitanti. Anche i medici di famiglia continuano a chiedere più test e tamponi. Ma i loro appelli restano inascoltati.

Gli errori compiuti dalla Giunta Toti e da Alisa sono stati molti. Prima di tutto sulla Rsa, dove i tamponi per operatori e ospiti sono arrivati in forte ritardo. E poi l’incredibile sottoutilizzazione del laboratorio di virologia molecolare del Santa Corona di Pietra Ligure, capace di eseguire l’analisi molecolare su circa 600 tamponi in 12 ore, fornendo i risultati in circa 3 ore: un’opportunità mai colta, che avrebbe consentito di smaltire i test sulle residenze per anziani. La Giunta ha provato a dare la colpa al Ministero della Salute sostenendo che mancasse l’accreditamento da Roma, ma sono le Regioni che devono segnalare i laboratori da accreditare. E la Liguria, anche in questo caso, l’ha fatto con grave ritardo.

Per affrontare questa Fase 2 è importante fin da subito impostare una strategia legata alle tre T: testare, tracciare e trattare. E cioè fare tamponi e test a tappeto, isolare i positivi e curarli, quando si può a casa, per evitare che la malattia degeneri. Dovrebbe essere questo il mantra della nostra Regione per cercare di contenere l’epidemia. Questo sistema è stato rilanciato recentemente dall’epidemiologo Vespignani, viene utilizzato in tutto il mondo e in molte Regioni italiane (come il Veneto), ma è praticamente sconosciuto sul nostro territorio. Bisogna invertire la tendenza.

Gruppo PD in Regione Liguria.