Genova, 3 aprile 2020

Accelerare le conferenze dei servizi per sbloccare le pratiche per la banda ultra larga su tutto il territorio e investire i residui non spesi dell’asse 2 dei Fondi europei di sviluppo regionale (Fesr), derivanti dai ribassi d’asta, per potenziare la connettività delle aree interne. È questo il cuore della richiesta avanzata dal Gruppo del PD contenuta in una lettera inviata all’assessore alle Attività produttive Benveduti, nell’ambito delle proposte di utilizzo di fondi europei inutilizzati a sostegno dell’economia e dell’occupazione.“Con l’emergenza Coronaviurs – spiegano i consiglieri del Partito Democratico – l’utilizzo della rete Internet e dei servizi online, anche rispetto alla necessità sempre più impellente dello smart working, è diventato ancora più indispensabile. Purtroppo però ci sono alcune zone del nostro territorio (soprattutto nell’entroterra) che restano ancora oggi tagliate fuori da questa possibilità. Non è più possibile attendere oltre ed è necessario implementare fortemente le connessioni in banda larga, in particolar modo nelle zone non raggiunte da tale servizio, ampliando la connettività ai presidi di alto interesse pubblico ed economico, agendo con strumenti legislativi ed amministrativi che già esistono e accelerando con le conferenze dei servizi”. Il Gruppo del PD chiede in particolar modo all’assessore di “utilizzare i fondi europei residui derivanti da ribassi d’asta delle gare (del 2016) di aggiudicazione infrastrutturazione BUL (circa tra i 10 e 15 milioni di euro) da destinare, concordandolo con Infratel, all’estensione della capacità di connettività nelle zone a fallimento di mercato, in modo da assicurare e ampliare la copertura ad almeno 100 Mbps fino all’85% della popolazione e ad almeno 30 Mbps della restante quota, come prevede l’Agenda Digitale Europea. È necessario anche garantire la copertura ad alta velocità bit rate per gli edifici pubblici (scuole, ospedali) delle aree di maggior interesse economico”.