Genova 27 marzo 2020

Un mondo di più di 20.000 persone in Liguria da due settimane chiede aiuto. Sono le strutture che ospitano malati cronici, anziani, malati psichiatrici, disabili, soggetti affetti da dipendenze, le comunità alloggio, con tutti gli operatori che lì esercitano il loro lavoro. La stragrande maggioranza di esse, spesso in totale isolamento, per ora è immune dal virus. Ma probabilmente tra il 20 e il 30 per cento presenta casi di Covid e in questo caso se il personale manifesta i sintomi, dopo avere lavorato spesso senza la necessaria dotazione di tute, mascherine e occhiali, deve astenersi dal lavoro. Non è il momento delle polemiche. A quanto ci risulta è stato comunicato alle strutture che ognuna può portare all’Ospedale S. Martino non più di cinque provette al giorno, con la ricetta del medico. Se hai 100 pazienti tra venti giorni avrai terminato l’analisi di tutti gli ospiti. Una procedura che non è minimamente adeguata al problema. Proponiamo che siano date immediate disposizioni perché in tre giorni, avvalendosi di laboratori pubblici o privati, ogni struttura esegua l’esame sierologico su tutti i pazienti, in modo da isolare, o lasciare a casa, chi è entrato a contatto con il virus. Tutto a carico del SSR, con i soldi che lo Stato ha messo a disposizione delle regioni. Ai positivi all’esame ematico venga immediatamente fatto il tampone.

Un’altra proposta per affrontare la carenza di personale: Alisa potrebbe abilitare a lavorare gli OSS (Operatori socio-sanitari) che hanno finito o stanno finendo i corsi di formazione regionali. Degli OSS nessuno parla, ma sono fondamentali nelle cure dei malati. Segnaliamo che le comunità alloggio, pur essendo fuori dal circuito sanitario, sarebbe ancora di più necessario che rientrassero nella strategia di governo regionale degli screening e delle tutele degli anziani. Perché è evidente che la crisi degli ospedali ha attratto tutte le attenzioni e ancora una volta la sanità territoriale rischia di essere fortemente trascurata. Trattare il territorio e i malati cronici come un mondo di serie B non è né giusto né intelligente, perché monitorare il personale più esposto consente di ridurre il contagio. Dopo una settimana di false partenze vorremmo sapere quanti esami, dove e con quali tempi verranno eseguiti nel mondo della sanità e nelle strutture territoriali dove regna ancora oggi il senso dell’abbandono.Esprimiamo solidarietà ai medici di medicina generale e comprendiamo bene il loro punto di vista. Conosciamo lo sforzo e lo spirito con cui, in questi drammatici giorni, hanno operato sul campo pressoché privi di dotazioni di protezione individuale.
È evidente che quello di cui si sente la mancanza è una forte regia pubblica. Chiediamo per questo a Regione ed Alisa di fare un salto di qualità.
Occorre da subito rafforzare l’impegno in più direzioni fare un salto di qualità in.
1) rivedere la strategia sugli ospedali e, per quanto riguarda nell’aree metropolotana geno edse, riservarne uno ai no Covid per assicurare nelle settimane a venire le prestazioni di media e alta complessità per i pazienti ordinari
2) operare un reale cambio di passo sui tamponi aprendo anche agli asintomatici con la strategia dei cerchi concentrici per mappare e contenere per questa via la diffusione del contagio. Nonostante gli sforzi altalenanti di questi giorni rimaniamo la sesta regione del centro nord per numero di tamponi davanti solo al Piemonte
3) modificare le procedure burocratiche previste per i tamponi nelle strutture residenziali, a cui bisogna offrire immediatamente la possibilita’ di rivolgersi a laboratori accreditati per sottoporre immediatamente i tamponi a pazienti e personale ancora sprovvisti di dispositivi di protezione individuale adeguati per tipologia e quantità ;
4) governare più saldamente come pubblica amministrazione la diffusione dei test sierologici che oggi è’ di fatto affidata al fai da te dei singoli cittadini costretti a rivolgersi ai laboratori privati a pagamento;
5) potenziare rapidamente le unità speciali di continuità assistenziale mettendole in condizione di operare protette su tutto il territorio regionale per garantire l’ assistenza a domicilio e quanto prima anche un’assistenza preventiva farmacologica;

 

Gruppo Pd Regione Liguria

Gruppo Pd Comune di Genova