Riorientare i fondi europei non è uno “scippo” alle Regioni come sostiene erroneamente l’assessore Benveduti, ma un dovere di fronte a questa emergenza. Di cosa stiamo parlando? Parliamo di 8 miliardi di euro che si liberano dal bilancio Ue e che sono soldi che gli Stati membri avevano anticipato. Per l’Italia significa circa un miliardo di euro. A questa cifra, poi, si aggiungono altri 1,46 miliardi di fondi relativi al 2020 per un totale di circa 2 miliardi e mezzo (37 totali a livello europeo). Inoltre l’Italia deve ancora spendere quasi 9 miliardi di fondi strutturali inutilizzati, che rischiano di rimanere tali, purtroppo, perché manca solo un anno dalla fine della programmazione 2014-2020 del Quadro Finanziario Pluriennale. I fondi europei che verranno riorientati non serviranno esclusivamente a potenziare il settore sanitario (equipaggiamento medico per ospedali, respiratori, mascherine e dpi), ma andranno anche a sostenere lo sviluppo e le imprese in questa gravissima emergenza (nello specifico: supporto delle piccole e medie imprese, programmi occupazionali di breve periodo, smart working). Proprio per questo non vi è alcuna polemica da sollevare, come invece fa l’assessore Benveduti. Era già accaduto in occasione della grande crisi mondiale del 2008-2012 quando l’allora ministro Tremonti chiese di utilizzare i fondi europei per la cassa integrazione in deroga e Regione Liguria compartecipò senza alcuna polemica, consapevole della grave situazione in cui ci trovavamo.

L’unica cosa da fare adesso, quindi, è riorientare questi fondi il più rapidamente possibile. Non solo quelli relativi all’Asse 1 del Por Fesr: vanno utilizzate in modo coordinato tutte le risorse che possono essere movimentate per affrontare adeguatamente l’emergenza Covid-19. E bisogna farlo subito senza perdere altro tempo.

Gruppo PD Regione Liguria.