Genova, 4 marzo 2020

La Regione boccia il Comune sulla ristrutturazione del Carlini e dice no all’apertura di una nuova grande superficie di vendita. Lo strumento migliore per riqualificare l’impianto sportivo genovese, a nostro giudizio, resta il fondo strategico.

Oggi in Consiglio regionale, rispendendo a due nostre interrogazioni, la Giunta ligure ha confermato ciò che già immaginavamo: il project financing presentato da Leroy Merlin e sostenuto dalla Giunta Bucci per riqualificare lo stadio realizzando, sotto il campo di Sturla, un punto vendita della catena di articoli sportivi, è in contrasto con le norme vigenti e quindi non si può realizzare. Il Testo unico sul commercio modificato nel 2016 non solo vieta l’insediamento di una grande struttura di vendita laddove esista un Civ, ma assegna alla Regione il compito di svolgere verifiche preventive per l’autorizzazione delle grande strutture di vendita sulla base di specifiche condizioni urbanistico-territoriali e ambientali. Tutti elementi – a partire dalle criticità legate alla viabilità – che riguardano il caso specifico del Carlini e che, di fatto, impediscono che quest’operazione vada in porto.

A questo punto lanciamo una proposta alla Regione, anche in vista di Genova capitale europea dello sport nel 2024 e sulla scorta dell’ordine del giorno presentato dal Gruppo del Pd in Consiglio comunale che impegna il sindaco Bucci a chiedere alla Regione di finanziare l’opera: l’impianto di Sturla venga ristrutturato con risorse pubbliche – si parla di circa 7 o 8 milioni di euro – utilizzando il fondo strategico, che è già stato messo in campo per operazioni analoghe a Nervi e a Multedo (e cioè il restyling delle due piscine). Inoltre visto l’appuntamento del 2024 la Regione potrebbe provare ad attrarre fondi pubblici europei a sostegno di questa ristrutturazione.

I consiglieri regionali del PD ligure Giovanni Lunardon e Pippo Rossetti.