Intervento di Simone Farello, segretario PD Liguria, su la Repubblica Genova di oggi, lunedì 20 gennaio 2020

L’intervista di Vittoria Gozzi pubblicata su questo giornale pone, a chi si candida a governare la Liguria, alcune questioni cruciali. In discussione è un intero modello di sviluppo: nell’epoca in cui assistiamo alla più importante riconversione industriale degli ultimi quarant’anni, dobbiamo scegliere di investire in quei settori che garantiscono un avvicinamento alla frontiera della produttività e sono quindi in grado di creare più occupazione e distribuire più ricchezza, in un ambiente favorevole all’innovazione.
Per fare questo servono sicuramente politiche industriali all’altezza e il sostegno nella Legge di Bilancio del rilancio del programma di Industria 4.0, voluto dal PD e dal Governo, è un primo passaggio decisivo. Ma l’esperienza degli incubatori di impresa come Wylab ci dice che i fattori che determinano lo sviluppo sono sempre più da creare nell’ambiente che circonda sia le start up che le realtà più mature.
Al primo posto vi è la necessità di modificare l’approccio della burocrazia, che va semplificata e ripensata, perché sia un servizio e non un vincolo. É in quest’ottica che Nicola Zingaretti ha posto questo tra i primi obiettivi della nuova fase del Governo: una pubblica amministrazione efficiente è infatti a sua volta un fattore di innovazione, con ricadute positive in termini di apprendimento e diffusione delle conoscenze.
Conoscenze che vanno create da un sistema formativo e da un sostegno alla ricerca in cui il pubblico gioca un ruolo fondamentale, soprattutto se si pone la priorità di risolvere uno dei grandi problemi che hanno di fronte ragazze e ragazzi, ovvero il sostegno ai costi del loro percorso scolastico. Servono una grande azione riformatrice nel settore del credito a sostegno del diritto allo studio e una ristrutturazione dei finanziamenti alle start up, che siano a fondo perduto e inseriti in una programmazione di lungo periodo. In questo contesto un assessorato a cui siano affidate le politiche strategiche sia dell’innovazione che della formazione e della ricerca darebbe il segno di un cambiamento vero.
Infine bisogna essere consapevoli che un ambiente favorevole all’innovazione è determinato dalla qualità e dalla tutela del territorio e dalla fruibilità dei servizi ovunque e per tutti. Serve una politica dell’abitazione a favore dei giovani che punti sulla riqualificazione dei quartieri urbani e dell’entroterra, garantendo l’accesso alla scuola per l’infanzia e primaria e a una mobilità urbana e interurbana, la cui qualità è altrettanto importante che le grandi infrastrutture; così come va garantito a tutti e ovunque il servizio sanitario, investendo in strutture e persone.
Solo così potremo risalire le classifiche che vedono oggi la Liguria agli ultimi posti in Italia in tutti questi ambiti. La buona notizia è che ci sono tutte le condizioni per scegliere il coraggio di cambiamenti a favore di tutti che rendano la Liguria e un posto dove si vive perché si sta bene, perché si ha un futuro.

Simone Farello, segretario PD Liguria