Intervista di Mario De Fazio, Il Secolo XIX, al neo segretario regionale Simone Farello sull’edizione di oggi, 8 dicembre 2019, del quotidiano ligure

«Scegliamo prima il candidato presidente, una personalità capace di dialogare anche con il M5S. E poi vedremo il nodo dell’alleanza con i Cinquestelle». Il cambio di passo di Simone Farello, nuovo segretario regionale Pd, è nella consapevolezza che il centrosinistra deve accelerare.

Segretario, è una nuova svolta per il Pd?
«Se lo sarà lo vedremo col lavoro. Vattuone, nel motivare le sue dimissioni, l’ha spiegato bene: il congresso nazionale di marzo ha avuto un risultato netto e noi avevamo ancora organismi espressi dalle primarie precedenti, non c’era più rapporto tra gruppo dirigente e consenso espresso dalla base. Era un passaggio doveroso».

Le tensioni nel Pd non mancano mai. Sarà possibile una gestione unitaria?
«Se tutti abbiamo lo stesso obiettivo possiamo fare bene. A me non piace l’espressione gestione unitaria: non voglio il bilancino delle correnti e poi ognuno segue i suoi obiettivi. Serve invece una gestione collegiale, dove si decide insieme, si dà protagonismo alle federazioni, si valorizzano gli amministratori e si fanno funzionare gli organismi».

Qualche mal di pancia dalle province per la scarsa rappresentatività dei non genovesi c’è. Compenserà con le nomine della segreteria?
«Certo, ma sarebbe miope considerare solo questo. La nuova segreteria regionale dovrà stare molto anche fuori Genova, nei territori».

Anche nella componente zingarettiana ci sono state fibrillazioni sul nuovo segretario. Tutto chiarito?
«Sento di aver avuto un mandato pieno e ovviamente ciò comporta maggiori responsabilità. La dialettica in passaggi del genere ci sta, ora abbiamo fatto sintesi e ho il dovere di esserne all’altezza».

Sulle regionali il Pd ligure è in ritardo…
«È vero, dobbiamo lavorare a testa bassa. Intanto partiamo dal tavolo dove abbiamo riunito tutto il centrosinistra, cosa non banale. Poi ci sarà da sciogliere il nodo dell’alleanza col M5S».

E come si scioglie?
«Non è una cosa che si deciderà solo in Liguria. Noi dobbiamo elaborare una proposta politica capace di interloquire con il M5S».

Il candidato?
«Va fatto un ragionamento al contrario: fin qui abbiamo atteso, ora serve accelerare, ce lo chiedono anche le altre forze di centrosinistra. Scegliamo un candidato, una personalità capace di dialogare anche con il M5S, senza aspettare il voto in Emilia. Poi sulle alleanze vedremo».

Anche a Genova ci sarà un evento stile Bologna?
«La proposta di Orlando è molto utile: individuiamo alcuni temi portanti, come la crescita sostenibile, e apriamoci a realtà che possono dare un contributo. Anche alle sardine: chiediamo che ci portino una loro piattaforma di richieste su cui ragionare».