Genova, 27 novembre 2019

Nonostante le rassicurazioni dell’assessore Berrino quella di oggi è stata un’altra giornata di passione per i pendolari savonesi sui treni da e verso la Val Bormida.

Treni e carrozze insufficienti, pendolari schiacciati uno contro l’altro all’interno dei vagoni o costretti ad aspettare, per diversi minuti sui binari. E poi ritardi, lunghe attese e viaggi interminabili per raggiungere la scuola o il posto di lavoro. A quanto raccontano e documentano – con tanto di foto e video – i pendolari savonesi l’aggiunta, in extremis, di qualche carrozza avvenuta nella tarda serata di ieri non ha migliorato la situazione per chi viaggia su questa tratta, che è l’unico modo per raggiungere la Val Bormida.

È evidente che bisogna aumentare il numero dei treni introducendo dei convogli straordinari e più capienti, in attesa dei nuovi treni che verranno messi a disposizioni a partire dal 5 dicembre grazie all’intervento del ministro De Micheli. Aggiungere, come ha fatto oggi Berrino, 150 posti in più (contando anche quelli in piedi) è un semplice palliativo che non risolve la situazione e costringe i pendolari a viaggi delle speranza, schiacciati uno contro l’altro: a essere coinvolte ogni giorno sono almeno 1000 persone, con le proposte di Berrino si arriva a stento a 700. Serve un intervento che ci traghetti almeno fino al 5 dicembre, perché la situazione non degeneri ulteriormente. Berrino concordi l’aggiunta di nuovi treni con la Regione Piemonte, responsabile della tratta in questione, altrimenti la situazione diventerà sempre più ingestibile, visto che già oggi le code sulle strade sono di livello epocale.

Tpl deve aggiungere delle navette da e per la stazione di San Giuseppe – che è la fermata di riferimento per molti Comuni della zona – sulle direttrici di Cairo Montenotte, Carcare e Millesimo per impedire che si ripeta il caos viabilistico di questi giorni. Molte persone che prima utilizzavano il mezzo privato, con la chiusura del Cadibona, si riversano sui treni, ma per raggiungere la stazione non possono far altro che prendere la macchina e parcheggiare nella zona di San Giuseppe sta diventando un enorme problema.

Vorremo anche sapere dalla Giunta ligure quali e quanti saranno i nuovi treni che arriveranno nella nostra regione a partire dal 5 dicembre, per capire se l’offerta sarà adeguata all’emergenza in atto. I fondi stanziati dal Ministero delle Infrastrutture dovranno essere spesi per aumentare il servizio e per ampliare l’integrazione modale ferro/gomma e non, come l’anno scorso, per coprire il mancato aumento tariffario di Trenitalia e pagare i costi ordinari della Regione, come il servizio Navebus e l’integrazione con Amt.

Non capiamo, inoltre, per quale ragione a Genova gli autobus siano gratuiti sino a fine emergenza e i treni no, creando una situazione paradossale per i pendolari. Il trasporto pubblico su ferro, soprattutto per le lunghe percorrenza, va incentivato perché non impatta sulla viabilità già congestionata (a differenza di quello su gomma). Senza contare che il treno è il mezzo maggiormente utilizzato dai pendolari nelle tratte urbane ed extra urbane. Per spingere le persone a scegliere la ferrovia, però, occorre offrire un servizio adeguato (più convogli) e gratuito, almeno nelle tratte più critiche, come è stato fatto per i bus. Su questo punto siamo pronti a fare la nostra parte nella sessione di Bilancio in Regione e anche a Roma.

Gruppo Pd in Regione Liguria.