Genova, 29 ottobre 2019

Oggi in Consiglio regionale abbiamo perso altro tempo prezioso e altri soldi dei cittadini liguri per correggere la proposta di referendum elettorale elaborata dalla Lega. Il titolo e il testo del quesito approvato a maggioranza in fretta e furia nelle scorse settimane, infatti, sono stati giudicati inammissibili dalla Cassazione, che ha chiesto ai proponenti di modificarli. L’ennesima beffa che porta, ancora una volta – dopo il porcellum di alcuni anni fa – la firma del senatore Calderoli. Il nuovo referendum per rendere la legge elettorale tutta maggioritaria è stato ordinato da Salvini direttamente dal pratone di Pontida. E per la seconda volta in poche settimane il Consiglio regionale ligure si piega a quel diktat.

Ma come avevamo segnalato sin dall’inizio, forti anche dei pareri di illustri costituzionalisti, quella proposta non aveva e continua a non avere i requisiti per potersi trasformare in un referendum. La Corte Costituzionale la boccerà sicuramente. Nel frattempo bisogna correggere il titolo e la formula: otto pagine illeggibili, che suonano come una presa in giro per i cittadini.

Quella proposta, infatti, non garantisce uno dei due principi fondamentali che stanno alla base di una legge elettorale: la rappresentanza, squilibrando il sistema di pesi e contrappesi della nostra democrazia. Il voto espresso oggi dalla maggioranza, totalmente assoggettata ai voleri del nuovo padrone del centrodestra – anzi della destra – Salvini è un’altra brutta pagina di questo ciclo amministrativo guidato, si fa per dire, da Toti.

Gruppo Pd in Regione Liguria.