Genova, 27 settembre 2019

Il Gruppo del Partito Democratico oggi è uscito dall’aula dopo l’ennesima forzatura regolamentare della maggioranza: non vogliamo avere nulla a che spartire con la nefandezza che si è consumata in Consiglio regionale, degradato al rango di megafono di Salvini. Non votiamo un quesito referendario inammissibile e incostituzionale che sarà certamente respinto dalla Corte Costituzionale e che senza mezzi termini consideriamo una porcata (la seconda dopo il Porcellum partorito sempre da Calderoli).
Il voto di oggi, tra l’altro, è del tutto irrilevante perché il quorum delle cinque Regioni per attivare il referendum è stato già raggiunto ieri. L’ennesimo atto di sottomissione di Toti a Salvini che non serve a nulla. Toti è sempre più irrilevante come del resto il suo “partito” che viaggia serenamente verso lo 0,8%. Abbiamo infine capito che questa maggioranza che promuove un referendum sulla legge elettorale nazionale, non ha alcuna intenzione di cambiare la legge elettorale regionale togliendo il listino e inserendo la doppia preferenza di genere. Altrimenti Toti non avrebbe aperto un indecoroso mercato della vacche promettendo posti sul listino a tutto spiano per far tornare i conti della sua maggioranza. Di questo passo però Toti avrà bisogno di due o tre listini per far fronte alla mole di promesse che ha fatto. Una pagina nera per il Consiglio regionale della Liguria.

Gruppo Pd in Regione Liguria.