Il segretario nazionale, Nicola Zingaretti è intervenuto alla Direzione nazionale del partito. “C’è la volontà di aprire una fase fondativa di un’altra stagione storica del Pd”- ha detto Zingaretti.
In merito alla scissione, Zingaretti ha affermato: “Vorrei chiarire che non c’è stato un istante degli ultimi venti giorni nel quale ho vissuto la scissione come un elemento positivo o come un elemento di liberazione da un problema. Ho fatto della tensione unitaria la cifra di questa segreteria e così intendo andare avanti.

Ovviamente reputo sbagliata questa scelta di Renzi, e tra i motivi c’è il fatto che di fronte all’enormità dei problemi è sbagliata e antiquata la divisione dei compiti: semmai serve più Pd come cuore pulsante delle culture, per un di più di innovazione”.

Nella sua relazione, il segretario ha ribadito la necessità di combattere le destre e difendere la democrazia: “Dobbiamo combattere sapendo che il rischio della forza della destra non sono solo le politiche diverse dalle nostre ma la sostituzione dell’idea stessa di democrazia liberale. Salvini –ha aggiunto Zingaretti- è il volto italiano di processi globali profondi. Solo un grande partito italiano può combattere e resistere al populismo. È in questa fase che si misura la capacità delle democrazie occidentali di risolvere i problemi delle persone. Ma concretamente, non dimostrandolo nei documenti”.

Zingaretti ha evidenziato che occorre un’agenda diversa: “Far capire che c’è una alternativa al governo dell’odio. Vedo – ha aggiunto- i rischi del populismo di opposizione ma vedo l’opportunità di rappresentare l’esistenza di una proposta diversa”. Nella sua relazione Zingaretti ha anche evidenziato la necessità di andare nelle piazze e nelle strade per le giornate del tesseramento dal 3 al 6 ottobre: il segretario ha invitato tutti i dirigenti a partecipare attivamente.

Combattere per l’Italia del futuro e garantire un’alternativa: “Le nostre ragioni -ha detto ancora Zingaretti- sono divenute più forti, ma ora dobbiamo reagire: non è una contraddizione. Eravamo in una condizione di marginalità. Convivono rischi e opportunità in quello che abbiamo determinato. Bisogna combattere raccontando anche l’Italia futura e quello che l’Italia poteva essere. Va presa la misura nel rapporto con i 5 Stelle: noi non dobbiamo fotografare le differenze e utilizzarle per raccattare voti come faceva la Lega. Non è demagogia dire che decidono le regioni dentro una vocazione unitaria. In ogni realtà dobbiamo verificare la possibilità di allargare il nostro campo. I rischi ci sono tutti, ma vedo anche tutte le opportunità. Se lavoreremo bene le opportunità sono in come intendiamo il governo, costruendo una fiducia sul futuro degli italiani e delle italiane. Guai, ora che governiamo il Paese, ad abbassare la guardia sulle difficoltà che gli italiani stanno vivendo”.

Il mutamento di scenario, per Zingaretti, si riflette anche nella necessità, per il partito, di aprire una fase nuova e un nuovo progetto politico che coinvolga tutti, incluse le minoranze: “Le mozioni congressuali che si sono confrontate sei mesi fa si interrogavano su come costruire un’alternativa ai gialloverdi. Ora questo scenario è stato superato in positivo.

Siamo proiettati in un’altra fase. È ovvio che dobbiamo ricostruire una proposta politica. Dobbiamo costruire e riverificare un progetto politico adeguato ai mesi che ci attendono, e per fare questo c’è bisogno non di meno, ma ancora di più di un partito a vocazione maggioritaria”- ha detto Zingaretti, che ha aggiunto: “avremo bisogno non solo delle minoranze e vedremo in che forma riorganizzare i dipartimenti. Ma dovremo aprire il Pd a forze sociali, territoriali, a comunità”.

“Faremo scelte straordinarie perché al cambiamento del governo corrisponda una rinascita della società e una nuova forma di democrazia. C’è un nuovo Pd da costruire”– ha concluso Zingaretti.

La Direzione è aggiornata il prossimo 1° ottobre.