Sono contento che oggi il presidente Toti annunci, con un comunicato ufficiale, che i risarcimenti una tantum di 15 mila euro destinati ai lavoratori autonomi danneggiati dal Morandi  saranno erogati regolarmente, nonostante il pasticcio contenuto nel suo decreto commissariale. Per un errore materiale – così lo ha definito Toti – molte persone rischiavano di non ricevere neppure un soldo, nonostante fossero state messe in ginocchio dal crollo del 14 agosto scorso. Tanti negozi hanno chiuso e molti lo faranno presto, purtroppo, ed è incredibili che questi risarcimenti, una piccola ma importante boccata d’ossigeno per chi ha un’attività, non siano ancora arrivati dopo nove mesi. Nel decreto di Toti infatti c’è scritto che hanno diritto al risarcimento lavoratori, commercianti e artigiani che hanno dovuto sospendere la propria attività – fra il 14 agosto e il 19 novembre 2018 – per “7 giorni lavorativi, non continuativi”. Un errore non da poco, che avrebbe tagliato fuori moltissima gente. Per fortuna, grazie al campanello d’allarme dei commercianti, delle associazioni di categoria e anche del Partito Democratico, Toti ha fatto marcia indietro e ha assicurato che rimedierà all’errore.

Ottima notizia, ma invece di spazientirsi come al solito il presidente avrebbe potuto ringraziare chi gli ha segnalato questo problema e magari avrebbe fatto bene a raccontare, nella sua nota, il perché sia stato costretto a correre ai ripari. Adesso però, bando alle polemiche, faccia presto ed eroghi gli indennizzi. Perché non è possibile attendere ancora. Come è assurdo che non siano stati ancora prorogati al 31 dicembre prossimo l’esenzione dell’Irpef, dell’Irap e dell’imposte immobiliari municipali e l’esonero dei pagamenti previdenziali e assistenziali per artigiani, commercianti, imprese e liberi professionisti della zona franca. Al momento queste esenzioni arrivano fino al 31 dicembre 2018. Quanto bisognerà ancora attendere per prolungarle sino alla fine di quest’anno? Toti batta un colpo.

Il consigliere regionale del Pd ligure Pippo Rossetti.