Lunardon: “Gronda, ancora parole in liberta’ dal Ministro Toninelli. L’Opera, che dara’ lavoro a 6000 persone in 10 anni, non puo’ essere messa in discussione dalla procedura di revoca della concessione. Il governo non perda altro tempo e faccia partire i cantieri”

Genova, 12 marzo 2019

Proprio nel giorno in cui i sindacati liguri degli edili annunciano la loro partecipazione alla manifestazione del 15 marzo a Roma, in occasione dello sciopero generale di categoria per denunciare l’enorme perdita di posti di lavoro nel campo dell’edilizia e ricordano come la Gronda di ponente rappresenti un’opera fondamentale che consentirà di riassorbire una parte importante dei tanti posti di lavoro bruciati dalla crisi – 5 grossi cantieri che daranno lavoro a 1500 edili, più l’indotto per un totale di 6 mila lavoratori in 10 anni – il ministro Toninelli interviene ancora una volta a sproposito sulla bretella autostradale genovese.

Il ministro sostiene che i cantieri della Gronda non possono partire perché è in atto una procedura di revoca nei confronti di Società Autostrada. Come al solito è una balla. Toninelli dimostra di ignorare i fondamenti del diritto. In tutto il mondo, infatti, quando subentra un nuovo concessionario assume tutti gli oneri e le obbligazioni di chi l’ha preceduto. Si chiama principio di continuità amministrativa, non si capisce perché non debba valere anche per la Gronda. Il ministro Toninelli dica piuttosto se vuole realizzare o no quest’opera. E non straparli di fare “la Gronda migliore” perché esiste un solo progetto di Gronda, quello che ha superato un dibattito pubblico, la Valutazione di impatto ambientale e ha ricevuto la dichiarazione di pubblica utilità dal Governo. Toninelli non perda altro tempo in strampalate valutazioni costi benefici, faccia partire il cantiere della Gronda e soprattutto non prenda più in giro i liguri.

 

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria.

 

 

2019-03-12T10:44:30+00:00 12 Marzo 2019|Comunicati stampa|