genova, 7 febbraio 2019

I dati dell’Inps sul 2018 per la Regione Liguria non portano buone notizie. Perché se da un lato si certifica il calo della ore di cassa integrazione rispetto al 2017 (meno 41%), dall’altro si precisa che questo fenomeno è legato alla chiusura delle imprese. Quindi c’è meno cassa perché ci sono meno aziende. Se si incrociano, poi, questi dati con quelli di Unioncamere e Confartigianato si capisce ancora meglio, purtroppo, in quale profonda crisi sia finita la nostra regione.

Nel 2018, infatti, settori importanti come quello manifatturiero, del commercio e delle costruzioni hanno segnato un fortissimo calo, con circa 3000 imprese in meno. Ed è andata molto male anche per le microimprese: diminuite, lo scorso anno, di 430 unità in tutta la Liguria. A soffrire è stata soprattutto l’area metropolitana genovese dove l’anno scorso hanno chiuso 1.452 microimprese, a fronte di 1.216 nuove aperture.

Insomma chiudere gli occhi di fronte a questa situazione e dire che va tutto bene, come fa quotidianamente il presidente Toti come un disco rotto, è del tutto assurdo. Questa Giunta continua a distribuire ottimismo, perché non è in grado di invertire la tendenza. E la situazione non potrà che peggiorare, purtroppo, perché quest’anno, grazie al “Governo del cambiamento”, dovremo fare i conti con la recessione e la Liguria rischia il tracollo. Servirebbe una grande svolta nelle politiche economiche di questa regione, di cui purtroppo non vi è traccia perché questa Giunta, come si vede dal Bilancio 2019, non ha la più pallida idea di cosa fare, al massimo taglia dei nastri.

Il Gruppo del Pd da tempo avanza proposte concrete per rilanciare l’economia ligure: da un impiego migliore del Fondo strategico all’avvio di una discussione seria sulla rimodulazione dei fondi Fesr, per trovare nuovi strumenti di sostegno alle imprese. Altre utili idee vengono dalle parti sociali. Siamo pronti a riaprire questa discussione. Ci auguriamo lo faccia anche Toti.

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria.

Genova, 7 febbraio 2019