Genova, 6 febbraio 2019


Il ministro Toninelli dichiara, in un’intervista al Secolo XIX, che non è ancora pronta l’analisi costi-benefici sulla Gronda. Questo teatrino serve solo a perdere tempo ed è un comportamento inaccettabile. Il cantiere per le opere propedeutiche doveva partire nell’autunno scorso e siamo ancora qui ad aspettare le contorsioni del Ministro. In più, l’ormai incommentabile Toninelli, lega indissolubilmente la realizzazione di quest’infrastruttura fondamentale al destino della concessione autostradale, facendo velatamente capire che se salta la concessione salta anche la Gronda. A questo punto è abbastanza chiaro che Toninelli e i 5 Stelle vogliano usare il braccio di ferro sulla concessione per impedire la realizzazione di quest’opera. Sulla concessione il Governo faccia ciò che ritiene, ma la realizzazione della Gronda deve essere garantita. Mettere in dubbio quest’opera vuol dire negare il futuro della Liguria. Toninelli la smetta di parlare di cose che non conosce: le infrastrutture italiane.

Per quel riguarda, invece, l’autonomia differenziata, in tema di concessioni autostradali, ci fa piacere che tra il ministro e il presidente Toti sia scoppiato l’amore, ma registriamo che l’uno e l’altro, sull’argomento, dicono due cose molto diverse.

La Giunta ligure, nella sua delibera per l’autonomia differenziata, chiede che al demanio regionale venga affidata l’infrastruttura autostradale, per diventare, in sostanza, proprietaria della tratta e trasformarsi in ente concedente che gestisce le gare. Mentre Toninelli sostiene che la proprietà debba rimanere in mano allo Stato e che la Regione possa diventare la concessionaria. In compenso sparisce dalla delibera di Giunta tutta la partita legata all’autonomia finanziaria dei porti, che avrebbe dovuto essere l’obiettivo principale del tavolo con lo Stato. Insomma non molte idee, ma in compenso ben confuse.

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria.